I really love that my living room looked like that last night! I’m always a bit nervous when hosting something but this was one of the most fun book clubs we’ve had in awhile. I think it’s partly because the book was a light read and more fun than some others we’ve read in the past. Of course, it was “Maine” by J. Courtney Sullivan, which I already reviewed, but it was nice to hear what others thought. There was a general consensus that things weren’t fully resolved with every character and some of us thought there was no major climax (though others disagreed!).

I made eggplant parmesan for the entree, since it turned out so delicious last time I made it. I actually had to cheat and make it a day early, then bake in the oven to warm up last night. I don’t think anyone minded though! It’s certainly not a healthy dish: basically deepfried slices of eggplant loaded down with two kinds of cheese. Though I am a healthy eater, so far in my cooking experiments I’ve just gone with the good stuff. And, really, I don’t think there’s anything wrong with that though I wouldn’t eat fried food every day of the week!

Come Riconoscere la Dipendenza dal Gioco: la Guida di Fortunareale

La dipendenza dal gioco d’azzardo Γ¨ un disturbo comportamentale riconosciuto dalla comunitΓ  scientifica internazionale, classificato nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) come “Disturbo da Gioco d’Azzardo”. A differenza di quanto si possa pensare, non si tratta di una mancanza di forza di volontΓ  o di un vizio facilmente controllabile: Γ¨ una condizione clinica che altera i circuiti cerebrali della ricompensa in modo simile a quanto avviene con le dipendenze da sostanze. In Italia, secondo i dati dell’Istituto Superiore di SanitΓ , si stima che circa 1,3 milioni di persone siano affette da questa problematica in forma grave, mentre altri 2 milioni si trovano in una zona grigia definita “gioco a rischio”. Riconoscere i segnali precoci Γ¨ fondamentale per intervenire prima che la situazione diventi irreversibile, sia dal punto di vista economico che psicologico e relazionale.

I Segnali Psicologici e Comportamentali della Dipendenza

Uno degli aspetti piΓΉ insidiosi della dipendenza dal gioco Γ¨ che si sviluppa in modo graduale, spesso senza che nΓ© il soggetto nΓ© i suoi familiari se ne accorgano fino a quando il problema non ha giΓ  raggiunto una fase avanzata. I clinici distinguono generalmente tre fasi: la fase vincente, la fase perdente e la fase della disperazione. Nella prima fase, il giocatore sperimenta alcune vincite iniziali che rinforzano il comportamento e creano l’illusione che il gioco possa essere una fonte di reddito. Nella seconda, le perdite si accumulano ma il soggetto continua a giocare nella convinzione di poter recuperare. Nella terza, il gioco diventa compulsivo e incontrollabile, con conseguenze devastanti su tutti gli ambiti della vita.

Tra i segnali psicologici piΓΉ rilevanti vi Γ¨ il pensiero ossessivo legato al gioco: il soggetto trascorre gran parte della giornata a pianificare la prossima sessione, a ricordare le sessioni passate o a trovare modi per procurarsi denaro da giocare. Si manifesta anche una crescente tolleranza, ovvero la necessitΓ  di puntare somme sempre piΓΉ elevate per ottenere la stessa eccitazione emotiva. Questo meccanismo Γ¨ del tutto analogo a quello osservato nelle dipendenze da alcol o da sostanze stupefacenti. Quando il giocatore tenta di ridurre o smettere, compaiono sintomi di astinenza come irritabilitΓ , ansia, irrequietezza e difficoltΓ  di concentrazione.

Un altro indicatore importante Γ¨ la perdita del controllo sul tempo e sul denaro spesi nel gioco. Il soggetto inizia a mentire ai familiari, agli amici e ai colleghi riguardo alla propria attivitΓ  di gioco, nasconde estratti conto, cancella messaggi e inventa scuse. Questa tendenza alla dissimulazione Γ¨ spesso accompagnata da un senso di vergogna e colpa che, paradossalmente, alimenta ulteriormente il comportamento compulsivo come meccanismo di fuga emotiva. Il giocatore dipendente utilizza il gioco per sfuggire a stati d’animo negativi come la depressione, l’ansia o lo stress, creando un circolo vizioso difficile da interrompere senza supporto professionale.

La compromissione delle relazioni interpersonali Γ¨ un altro segnale che non dovrebbe essere sottovalutato. I giocatori dipendenti spesso trascurano le responsabilitΓ  familiari, professionali e sociali. Possono assentarsi dal lavoro, dimenticare impegni importanti, ridurre drasticamente il tempo trascorso con i propri cari. In alcuni casi, si arriva a commettere atti illeciti come furti, frodi o appropriazioni indebite per finanziare il gioco, segnale che il disturbo ha raggiunto un livello di gravitΓ  tale da richiedere un intervento urgente sia medico che legale.

Strumenti di Autovalutazione e Criteri Diagnostici

Per valutare la presenza e la gravitΓ  di una dipendenza dal gioco, i professionisti della salute mentale si avvalgono di strumenti standardizzati. Tra i piΓΉ utilizzati vi Γ¨ il South Oaks Gambling Screen (SOGS), sviluppato nel 1987 da Lesieur e Blume, che attraverso 20 domande permette di identificare i soggetti a rischio. Un altro strumento ampiamente impiegato Γ¨ il Problem Gambling Severity Index (PGSI), che valuta la frequenza e le conseguenze del comportamento di gioco negli ultimi 12 mesi. In Italia, il Servizio Sanitario Nazionale ha adottato anche questionari specifici come il Lie/Bet, composto da sole due domande ma con un’elevata sensibilitΓ  diagnostica.

Il DSM-5 identifica nove criteri diagnostici per il Disturbo da Gioco d’Azzardo: la necessitΓ  di giocare con somme crescenti, l’irritabilitΓ  quando si tenta di smettere, i ripetuti tentativi falliti di controllare o cessare il comportamento, il pensiero ossessivo legato al gioco, il gioco come risposta a stati emotivi negativi, il tentativo di recuperare le perdite (“inseguire le perdite”), la menzogna per occultare il comportamento, la compromissione di relazioni o opportunitΓ  significative, e infine il ricorso ad altri per ottenere denaro. La diagnosi viene confermata quando il soggetto soddisfa almeno quattro di questi criteri nell’arco di dodici mesi, in assenza di un episodio maniacale che possa spiegare il comportamento.

È utile sapere che esistono risorse informative specializzate nel settore del gioco responsabile che offrono materiale educativo e strumenti di autovalutazione. Per esempio, il sito Fortunareale dedica sezioni specifiche alla promozione del gioco consapevole, fornendo informazioni pratiche su come riconoscere i comportamenti problematici e su dove rivolgersi per ricevere aiuto. Questo tipo di iniziativa editoriale da parte di piattaforme del settore contribuisce a creare una cultura del gioco più responsabile e informata.

Un aspetto spesso trascurato riguarda la distinzione tra gioco problematico e gioco patologico. Il giocatore problematico Γ¨ colui che mostra alcuni segnali di allarme ma mantiene ancora un certo grado di controllo, mentre il giocatore patologico ha perso completamente la capacitΓ  di autoregolarsi. Questa distinzione Γ¨ clinicamente rilevante perchΓ© determina il tipo di intervento piΓΉ appropriato: nel primo caso possono essere sufficienti interventi brevi di counseling e strategie di autogestione, mentre nel secondo Γ¨ necessario un percorso terapeutico strutturato, spesso in combinazione con un supporto farmacologico.

Il Quadro Normativo Italiano e le Misure di Tutela

In Italia, la regolamentazione del gioco d’azzardo Γ¨ competenza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), che opera sotto la supervisione del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il quadro normativo attuale Γ¨ il risultato di una stratificazione legislativa avvenuta nel corso degli ultimi vent’anni. Il Decreto Balduzzi del 2012 (Legge 189/2012) ha rappresentato una svolta significativa, introducendo per la prima volta in Italia disposizioni specifiche per la prevenzione e il trattamento della dipendenza dal gioco d’azzardo. Questo decreto ha obbligato i concessionari a inserire messaggi di avvertimento sui rischi del gioco e ha istituito un fondo dedicato alla cura dei giocatori patologici.

Nel 2019, il cosiddetto “Decreto DignitΓ ” (Decreto Legge 87/2018, convertito in Legge 96/2018) ha introdotto il divieto totale di pubblicitΓ  del gioco d’azzardo in Italia, una delle normative piΓΉ restrittive in Europa in questo ambito. Il divieto si estende a qualsiasi forma di comunicazione commerciale, inclusi spot televisivi, annunci radiofonici, pubblicitΓ  online e sponsorizzazioni sportive. Questa misura ha avuto un impatto significativo sul settore, spingendo gli operatori a investire maggiormente in strategie di gioco responsabile come alternativa alla comunicazione commerciale tradizionale.

Le misure di tutela previste dalla normativa vigente includono l’obbligo per tutti gli operatori licenziati ADM di implementare strumenti di autoesclusione, limiti di deposito, limiti di perdita e limiti di tempo di gioco. Il Registro Unico delle Esclusioni (RUE), istituito nel 2017, consente ai giocatori di autoescludersi contemporaneamente da tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia con un’unica richiesta. Tuttavia, l’efficacia pratica di questi strumenti dipende in larga misura dalla loro accessibilitΓ  e dalla consapevolezza degli utenti riguardo alla loro esistenza.

Un elemento critico del sistema di tutela italiano Γ¨ la rete dei Servizi per le Dipendenze (SerD), presenti su tutto il territorio nazionale e accessibili gratuitamente. I SerD offrono percorsi terapeutici multidisciplinari che includono psicoterapia individuale e di gruppo, supporto farmacologico quando indicato, e interventi di sostegno per i familiari. Accanto ai SerD, operano anche associazioni del privato sociale come i Giocatori Anonimi, che seguono il modello dei dodici passi mutuato dall’esperienza degli Alcolisti Anonimi, e centri specializzati come il Centro Nazionale Dipendenze Comportamentali dell’UniversitΓ  di Bologna, che svolge anche attivitΓ  di ricerca e formazione.

Come Aiutare una Persona con Dipendenza dal Gioco

Affrontare la dipendenza dal gioco di un proprio caro Γ¨ un’esperienza emotivamente estenuante che richiede preparazione, pazienza e spesso supporto professionale anche per i familiari stessi. Il primo errore che molti familiari commettono Γ¨ quello di saldare i debiti del giocatore dipendente, convinti di risolvere il problema. In realtΓ , questo comportamento β€” definito clinicamente “enabling” o abilitazione β€” rimuove le conseguenze naturali del comportamento problematico e riduce la motivazione al cambiamento. Allo stesso modo, fare pressioni eccessive, minacciare o umiliare il giocatore raramente produce risultati positivi e spesso aggrava la situazione.

Un approccio piΓΉ efficace Γ¨ quello di esprimere preoccupazione in modo chiaro e non giudicante, utilizzando la comunicazione in prima persona (“mi preoccupo quando vedo che…” piuttosto che “tu fai sempre…”). È importante documentare i comportamenti problematici osservati, non per accusare, ma per poter fornire informazioni concrete a un professionista della salute mentale. Il coinvolgimento di un esperto fin dalle prime fasi Γ¨ fondamentale: i medici di base possono effettuare una prima valutazione e indirizzare verso i servizi specializzati, mentre gli psicologi e gli psichiatri con esperienza nelle dipendenze comportamentali possono avviare un percorso terapeutico strutturato.

Esistono anche interventi terapeutici specificamente sviluppati per il Disturbo da Gioco d’Azzardo. La Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC) Γ¨ considerata il trattamento di prima scelta, con un’efficacia documentata da numerosi studi clinici randomizzati. La TCC lavora sull’identificazione e la modifica delle distorsioni cognitive tipiche del giocatore dipendente, come la “fallacia del giocatore” (la convinzione erronea che una serie di perdite aumenti la probabilitΓ  di una vincita futura) o l’illusione del controllo. Altre modalitΓ  terapeutiche efficaci includono la terapia motivazionale, il mindfulness-based cognitive therapy e, in alcuni casi, l’uso di farmaci come la naltrexone, che agisce sul sistema oppioide riducendo il craving.

Per i familiari di giocatori dipendenti, il Gam-Anon β€” l’equivalente del Gam-Anon internazionale, presente anche in Italia β€” offre gruppi di auto-aiuto specificamente dedicati. Questi gruppi permettono di condividere esperienze con persone che vivono situazioni simili, di apprendere strategie di gestione del comportamento del familiare dipendente e di ricevere supporto emotivo in un contesto non giudicante. Partecipare a questi gruppi non significa accettare passivamente la situazione, ma acquisire gli strumenti necessari per gestirla in modo piΓΉ efficace e per proteggere il proprio benessere psicologico.

Riconoscere la dipendenza dal gioco Γ¨ il primo passo verso la guarigione, ma Γ¨ un passo che richiede coraggio, sia da parte del giocatore che dei suoi familiari. Il disturbo da gioco d’azzardo Γ¨ una condizione trattabile: con il giusto supporto clinico e sociale, molte persone riescono a recuperare il controllo della propria vita, a ricostruire le relazioni danneggiate e a ritrovare un equilibrio economico. La chiave Γ¨ non aspettare che la situazione raggiunga il punto di crisi, ma intervenire ai primi segnali, affidandosi a professionisti qualificati e alle risorse disponibili sul territorio italiano.

More on Book Club BELOW!


We have a packed house for club, even though a few people couldn’t make it. If everyone had shown up, I would have been forced to give up my food. Even with the group we had, I was lacking two big plates so Ginger and I ended up eating off the mini-plates. I do lack severely for nice “things” in the kitchen but we made do.

Now, my photos from last night are not terrific, as we were inside and I didn’t want to be the crazy photo lady while everyone else was enjoying the evening. The wine was a plenty (and I had more than I should have!) and there was even a homemade blueberry poundcake that was to die for! I had to stop myself from having a second piece. Talk about a weighty meal! But, good friends, good conversation, good food? You can’t beat it.

Melinda’s awesome salad:

Eggplant Parm:

Alfredo pasta:

My favorite kind of hummus!:

Ladies: 

Vino next to my slowly dying boyfriend flowers :):

Didn’t get any really good ones but oh well: 

Freedom from alcohol starts here β€” get the FREE guide πŸ‘‡YES, SEND IT TO ME!
+
Secret Link